Opacità del male
feb 21st, 2025 | Di Thomas Munzner | Categoria: Politica Internazionale
Opacità del male
Salvatore A. Bravo
Nel caso della sinistra, dopo la svolta liberale e liberista, essa si è trasformata nella sovrastruttura del sistema capitalistico, ovvero è parte di un dispositivo di eliminazione di ogni vincolo etico o religioso in modo da favorire e sostenere il consumismo e l’idolatria dei desideri individuali; questi ultimi sono divenuti “diritti”, e naturalmente il mercato ringrazia, in quanto è pronto a soddisfarli. I diritti sociali sono nel dimenticatoio, essi devono essere rimossi e pensati dagli elettori come un limite alla libertà, dato che gravano sulla spesa pubblica, per cui sono uno spreco. Nella caso della destra, essa deve presentarsi ai suoi elettori senza l’ombra di un passato ingombrante che troppo facilmente l’associa al nazifascismo, e ciò potrebbe limitare il voto dei giovani e non solo. Per potersi presentare in modo da far dimenticare il passato la presenza di dirigenti dichiaratamente omosessuali consente una notevole credibilità, in quanto si dimostra l’aver abbandonato e fugato “le ombre razziste del passato”.
Usare categorie di persone che hanno subito discriminazioni in passato è il segno, si può ipotizzare, che le ombre del passato non sono state fugate, anzi si allungano considerevolmente. Usare significa non “riconoscere l’altro” nella sua umanità.
Un altro elemento dovrebbe indurci a “pensare e a congetturare” sull’attuale situazione politica: si è dinanzi ad una operazione di marketing e non di emancipazione o di libertà. Un sistema morente o in decomposizione nella sua fase finale non può che dare il peggio di sé. Destra e sinistra si confrontano su talune tematiche divisorie come il “gender e la famiglia”, ma entrambe difendono il capitalismo. Il vero scopo di questa grande operazione politica nella quale le persone omosessuali sono la testa d’ariete con cui si rassicurano gli elettori sull’inclusività aprioristica dei partiti, a prescindere dalle ideologie affermate, è eternizzare il capitalismo. Si discute di temi secondari, in modo da evitare di affrontare il problema primo: il modello economico e sociale da perseguire. Destra e sinistra si ritrovano unite all’ombra del capitale. Le differenze sono solo parte del grande inganno elettorale.
La responsabilità dello sfacelo sociale e della qualità di vita in picchiata viene individuata nei migranti, per cui da destra come da sinistra con sfumature differenti si afferma di essere per i migranti legali e violentemente ostili ai migranti clandestini e simili. Le vittime del sistema capitalistico: migranti e precari per entrambi gli schieramenti sono responsabili dello sfascio. Si scambia la causa con l’effetto.
Nel gioco delle parti e alternandosi, affinchè nulla cambi, abilmente l’alternativa è simile alla controparte. La sinistra sembra più morbida e accogliente con i migranti, in realtà dopo averli accolti li consegna al mercato del lavoro che li cannibalizza. La destra vorrebbe espellere solo i clandesini e tuona contro le violenze dei migranti, ma tace dinanzi agli imprenditori che li sfruttano. L’AFD è per i diritti civili che gli islamici minacciano. Destra e Sinistra si ritrovano, al di là dello stile, sulla stessa linea di difesa dei padroni. Il sistema elettorale maggioritario silenzia i partiti minori che, potenzialmente potrebbero essere l’alternativa, ma il sistema elettorale li eslude a priori dalla pubblica visibilità e in tal modo i Parlamenti sono blindati e sicuri, sono nelle mani dei padroni che finanziano la destra come la sinistra.
La destra tedesca utilizza i diritti alle persone omosessuali per marcare la differenza tra l’occidente liberale e l’Islam e si propone come la difenditrice dei diritti individuali. Insomma il conflitto è orizzontale e mai “verticale”. In tutta questa opacità, in cui nulla è come appare, resta un dato trasversale che la destra e la sinistra occultano, ovvero che i diritti individuali senza i diritti sociali e il lavoro dignitoso sono privilegi per ricchi. Una comune persona omosessuale precaria e con diritti sociali limitati o nulli è spinta verso la marginalità sociale, dove nuove e antiche discriminazioni si riattivano in modo inquietante. Al momento si assiste alla “politica spettacolo”, ma questo sembra non essere riconosciuto, pertanto destra e sinistra perfettamente interscambiabili continueranno ad essere la sovrastruttura della struttura economica capitalistica.
Il futuro sembra allontanarsi da noi, mentre ci avviamo a vivere in un tempo in cui l’eterno presente è intessuto di ambiguità e di menzogne sempre più difficili da decriptare. Le persone omosessuali che detengono posizioni di potere a destra come a sinistra sono appartenenti alle classi privilegiate, per cui ancora una volta gli esclusi non hanno voce, per loro parlano, apparentemente, i privilegiati. Una operaia omosessuale non ha gli stessi bisogni di una manager lesbica. Una borghese in carriera lesbica o eterosessuale rappresenta sempre e soltanto la propria classe sociale.
Solo il “bene” è profondo, affermava Hannah Arendt; nulla di più sbagliato, anche il male ha la sua profondità, è polimorfico e si camuffa fino a derealizzare i popoli. Il male ama le maschere, devia le parole dal loro significato, si appropria delle altrui tradizioni politiche per piegarle alle logiche dei “nuovi padroni; il male è organizzato per impedire la visione nitida della verità/bene. Il male non ha fondamento e non ha forma, pertanto utilizza ogni esperienza e valore per imperare e lasciare che le “gerarchie sociali e i capitali restino intoccabili”. Ciò che appare è una vetrina con le sue merci, dietro, ben celati, ci sono i padroni. La caverna di Platone è tra di noi, solo che le ombre ora sono sostituite dall’abbaglio accecante della società dell’immagine, tra le cui pieghe si nasconde l’oscurità sua sostanza.
Il bene si fa sempre e solo in un modo, sentenziava Aristotele, il male in molti modi, non si può che condividere, specialmente se si osserva il presente.
Le analisi critiche devono esserre appurate e condivise, in modo che la solitudine non faccia deviare dalla realtà storica immanente. Anche la solitudine, è una trappola pianificata, è una manifestazione del male opaco e denso, in cui siamo. Se questa è la verità le nostre congetture devono essere rese pubbliche, in modo da correggere errori interpretativi ed ermeneutici, i quali sono sempre dietro l’angolo in un momento della nostra storia in cui il virtuale sembra sostituirsi alla realtà e in cui la flessibilità liberista, divenuta il “valore”, penetra ovunque violando il senso della politica, dei luoghi e delle parole. La flessibilità dei mezzi per conservare il potere, questo è il male infiltrante e senza fondamento nel quale ci muoviamo e non riconosciamo. Il “bene oggettivo” non può che iniziare con il riconoscimemento del “male” con le sue metamorfosi.